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Sibari
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mwfqSìbari (mwfgin greco antico Σύβαρις?, Sýbaris) è una mwfwfrazione del mwgacomune di mwgqCassano all'Ionio, in mwggprovincia di Cosenza. Fu una delle più importanti città (mwgwmwhapoleis) della mwhqMagna Grecia sul mwhgmar Ionio, affacciata sul mwhwgolfo di Taranto, tra i fiumi mwiaCrati (mwiqCrathis) e mwigCoscile (mwiwSybaris), riuniti a circa mwja5 km dal mare ma con foci indipendenti. La cittadella si basa su un'mwjqeconomia prevalentemente turistica.cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
mwlqSybaris fu fondata tra due fiumi, il mwlgCrati ed il mwlwSybaris, alla fine dell'VIII secolo a.C. da un gruppo di mwmaAchei provenienti dal mwmqPeloponneso. Sibari si sviluppò rapidamente grazie alla fertilità del suo territorio dove si coltivavano mwmgolive, mwmwfrumenti, mwnafrutta e si produceva mwnqolio. Secondo mwngStrabone, Sìbari fu fondata da Is di Elice.cite-ref-strabone-3-0[3]
La città governò su quattro tribù e 25 città. Alla fine del VI secolo a.C. fu scossa da varie vicende politiche e, quando fu governata da Telys (mwpaErodoto lo descrive come un mwpqtirannocite-ref-4[4]), molti aristocratici furono costretti a fuggire a Crotone. Alla richiesta di Telys di consegnare gli esuli sibariti, i Crotoniati rifiutarono; i Sibariti, dunque, iniziarono la guerra con Crotonecite-ref-5[5].
Nel 510 a.C., dopo una guerra durata 70 giorni, i Crotoniati, con mwrw100000 uomini,cite-ref-strabone-3-1[3] guidati dal pluri-campione mwtaolimpico mwtqMilone, sconfissero nella mwtgbattaglia di Nika l’esercito sibarita e dopo aver deviato uno dei fiumi conquistarono la città e la sommersero.cite-ref-strabone-3-2[3]cite-ref-6[6]
Secondo alcuni autori come mwwaDiodoro Siculo la città contava di una popolazione superiore a mwwq300000 abitanti ed mwwgErodoto, nel Geografia, racconta: "con le sue abitazioni, riempiva tutt'intorno, lungo il Crati, un cerchio di 50 stadi" (circa mwww9 km).
Nel 444-443 a.C. ci fu la fondazione mwxqpanellenica di mwxgThurii, dal nome di una fonte nelle vicinanze.cite-ref-strabone-3-3[3]
Nell'84 a.C. fu trasformata in municipio e in periodo imperiale, tra il I e il III secolo d.C., si sviluppò nuovamente.
Nel corso del V e del VI secolo iniziò a decadere per l'impaludamento della zona. Un secolo dopo l'area era completamente abbandonata.
Tra mito e verità
Sibari era una delle colonie più fiorenti della mwbqMagna Grecia, ma aveva fama di essere una capitale del vizio.
Il termine mwbwSibarita è ancora oggi sinonimo di mwcaozio, mwcqlussuria, perfidia e sensualità. I Sibariti mantenevano stretti rapporti con Etruschi e Ioni, popoli noti per la loro inclinazione al piacere. Essi erano amanti dei bei vestiti e del buon cibo, organizzando spesso banchetti a spese dello Stato. Anche i piaceri sessuali avevano un ruolo importante nella vita della polis ed addirittura si narra che d'estate le donne si riunivano nelle logge per imparare le tecniche di seduzione da un'istruttrice.
Atheneo, storico greco del III secolo, ci racconta che una volta un ricco proprietario terriero ispezionando i suoi possedimenti nel solo osservare i propri schiavi lavorare la terra sotto il sole, fu colto da un mal di schiena così forte che svennecite-ref-7[7].
Strabone affermava che i sibariti oltre a essere lussuriosi erano anche perfidi e superbi.
Col tempo i miti ed i fatti si sono fusi in un solo corpus ed è difficile stabilire la verità storica. È probabile che alcune ricostruzioni fossero tratte da racconti orali, tramandati da generazioni, stravolgendo così la realtà degli accadimenti.
La leggenda narra che il fondatore della città, Is di Elice, prima di salpare per la fondazione si recò dall’mwegoracolo di Delfi, dove gli fu indicata la rotta da seguire e dove gli fu detto che avrebbe fondato una delle città più fiorenti che il mondo avesse conosciuto, ma che essa sarebbe caduta inesorabilmente nell’oblio.
Sibari nel presente
Sibari, come mwfqfrazione del comune di mwfgCassano all'Ionio, è sorta intorno alla stazione ferroviaria a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, pochi km a nord dei siti archeologici di "mwfwParco del cavallo", "mwgaProlungamento Strada" e "mwgqCasabianca", contigui fra di loro, a cui si deve aggiungere "mwggStombi", leggermente distante da questi tre.
La crescita del centro abitato si deve alle varie mwhabonifiche, finanziate dai governi italiani, a partire dagli anni '30 del mwhqNovecento, attraverso l'azione del consorzio Opera Sila: lungo il basso corso del mwhgCrati si riportò alla luce la mwhwpiana di Sibari, la più grande della Calabria. Sibari ha una forte propensione al turismo (ai mwiaLaghi di Sibari e alla mwiqMarina di Sibari vi sono vari villaggi turistici) e all'attività agricola.
La frazione ha una popolazione di circa mwiw5000 abitanti e negli ultimi anni sono avvenuti molteplici tentativi di chiedere l'autonomia e di costituire Sibari Provincia, per risollevare la mwjapiana dalle sorti relegategli dal nucleo cosentino.
Negli mwjganni ottanta e mwjwnovanta ha conosciuto uno sviluppo grazie al mwkaturismo balneare e, in minor parte, al turismo culturale.
Note
cite-note-11. mwnamwnqmwngVacanze a Marina di Sibari in Calabria - Villaggi e Residence by Nicolaus, su mwnwwww.nicolaus.it. mwoaURL consultato il 30 novembre 2025.
cite-note-44. ↑ mwuwErodoto, mwvamwvqLe Guerre Persiane, 5.44.
cite-note-55. ↑ mwwqmwwgmwwwSybaris, su mwxaPopoli Antichi mwxq(archiviato dall'mwxgurl originale l'8 maggio 2008).
cite-note-66. ↑ mwygAntonio Montesanti, mwywmwzaLa fine di Sibari. Problemi storico-cronogici, I-II, in mwzqInStoria, n.mwzg 31, Roma, GBEditoriA, dicembre 2007. mwzwURL consultato l'8 giugno 2023 mw0a(archiviato dall'mw0qurl originale il 9 dicembre 2023).
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikivoyage
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Sibari
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSibari, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-1936Giulio Giannelli, SIBARI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefenciclopedia-italiana-1981Pietro Giovanni Guzzo, SIBARI, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981.
• citerefsapere-itSìbari, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1966P. Zancani Montuoro, SIBARI, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1966.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1997P. G. Guzzo, SIBARI, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997.